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Prefazione
del Prof. Norbert Müller
Cari lettori, cari membri del Verein,
il Verein zum Schutz der Bergwelt e. V. ha per la prima volta evidenziato il ruolo unico del Tagliamento nel contesto alpino già nel suo annuario del 1995 e nel numero speciale che all'epoca gli fu dedicato. È l'ultimo grande fiume Alpino che scorre per più di 170 km dalle Alpi al Mediterraneo senza essere imbrigliato, per gran parte del suo corso, in arginature. Il corridoio fluviale occupa una superficie di 150 km2 raggiungendo nel tratto medio, ove si caratterizza per la presenza di barre ghiaiose e isole golenali, un'ampiezza superiore a 1,5 km. Sono proprio queste le caratteristiche che fanno del Tagliamento un fiume di rara bellezza, unico in Europa e che ci hanno indotti, già nel 1995, a richiederne l'inclusione nella rete mondiale delle riserve della biosfera dell'UNESCO.
Da allora sono trascorsi 10 anni e l'Unione Europea ha introdotto due pilastri nella moderna politica ambientale: la Direttiva Quadro Acqua e la Direttiva Habitat che ha istituito la Rete NATURA 2000, per l'applicazione delle quali il Tagliamento va tecnicamente considerato un "sistema ecologico di riferimento europeo".
In tutto il continente ora si tiene finalmente conto del fatto che le golene naturali costituiscono i migliori spazi di ritenzione idrica e che un'efficace tutela dalle inondazioni nei confronti di chi vive lungo i corsi d'acqua si realizza innanzitutto attraverso il ripristino degli spazi di esondazione naturale del fiume. In tutta Europa si sta provvedendo, con il sostegno della UE, alla rimozione delle opere idrauliche che costringono i fiumi a scorrere in spazi ristretti, per restituire ad essi un maggior spazio vitale (si veda ad esempio il progetto LIFE sul Lech, in Tirolo).
Tuttavia data la catastrofica situazione dei grandi fiumi Alpini, questi interventi sono spesso tardivi, in quanto:
a) in molti luoghi un ripristino degli spazi di ritenzione naturale è possibile solo in misura limitata, a causa della massiccia presenza di infrastrutture per l'urbanizzazione e i trasporti;
b) solo per pochi fiumi è possibile una rinaturalizzazione completa delle golene, causa l'irreversibilità degli interventi già operati su di esse.
Le inondazioni con tragiche conseguenze per la vita delle persone e immensi danni economici sono sempre più frequenti a dimostrazione del fatto che le misure più urgenti riguardano la rinaturalizzazione dei fiumi Alpini, laddove questo sia ancora possibile.
In modo del tutto antitetico rispetto ai più recenti indirizzi in Europa, il governo italiano nell'anno 2000 ha deciso di confermare la realizzazione dei progetti sul Tagliamento presso Spilimbergo, consistenti in enormi vasche di espansione all'interno del sito Natura 2000 "Greto del Tagliamento". Nonostante le veementi proteste di esperti ed organizzazioni di tutto l'arco alpino, la Regione Friuli Venezia Giulia intende costruire, all'interno di uno spazio golenale lungo 7 km e largo 2, tre casse di espansione occupanti complessivamente 8,5 km2, con argini alti fino a 10 m. Le casse di espansione avrebbero la funzione di tutelare dalle piene centenarie (inondazioni che statisticamente avvengono cioè ogni cento anni) la città di Latisana e i paesi del basso corso ove il fiume è trasformato in un canale. La popolazione dei comuni rivieraschi interessati dall'opera idraulica è contraria a questo progetto faraonico che il governo regionale vuole però imporre e realizzare prima possibile, nonostante esso si fondi su dati estremamente lacunosi(con particolare riferimento alle conoscenze idrologiche e ecologiche alla scala di bacino). Valutazioni più recenti mettono addirittura in dubbio l'utilità stessa delle vasche di espansione (si vedano per maggiori dettagli l'articolo di TOCKNER et. al. nella presente pubblicazione).
Come conseguenza della realizzazione di massicce opere idrauliche di contenimento, da lungo tempo superate, si distrugge l'ultimo grande fiume alpino non ancora completamente arginato, nonché il più importante tratto golenale d'Europa.
In particolare con questo progetto:
· I comuni del basso corso non vengono tutelati nei confronti di più grandi inondazioni, dato che ci si basa su un calcolo attuale di eventi centennali (si vedano le inondazioni del 1999, 2002, 2005 nel Centro Europa);
· La funzione di ritenzione naturale fornita dalle attuali golene, ancora ampiamente intatte, viene sostituita da vasche di ritenzione artificiali;
· L'ampiezza dell'alveo attivo del fiume viene enormemente ridotta, il che contribuisce a influenzare negativamente l'alimentazione della grande falda acquifera che alimenta la fertile pianura friulana. Ove sono previsti le opere idrauliche l'assorbimento naturale nei sedimenti raggiunge i 70 m3/sec.;
· Il rilevante impatto sulla dinamica naturale del fiume nel medio corso ha considerevoli conseguenze anche sui tratti a valle;
· Un ambito di estrema importanza - Sito NATURA 2000 "Greto del Tagliamento" - per la conservazione della biodiversità viene distrutto con conseguenze rilevanti anche per i tratti golenali a monte e a valle (interruzione del corridoio fluviale).
Come misure alternative di tutela dalle inondazioni è possibile pensare all'ampliamento di alcuni tratti golenali, all'espansione dei boschi golenali e alla creazione di un canale scolmatore presso la stretta di Latisana. Al contempo si può accrescere, con interventi non impattanti, la capacità di ritenzione naturale del fiume. L'efficacia di questo tipo di provvedimenti è ormai riconosciuta, tuttavia essi non sono stati finora presi in considerazione dalla Regione Friuli Venezia Giulia che intende invece costruire a tutti i costi le casse di espansione.
Di fronte a questa situazione il Verein zum Schutz der Bergwelt e. V., in collaborazione con molte altre associazioni e numerosi specialisti, ha deciso di pubblicare questo
fascicolo speciale, che anticipa i contenuti dell'annuario 2005. In esso si spiega l'importanza del Tagliamento indicando possibili soluzioni alternative in linea con una moderna politica europea di tutela ambientale. Numerosi progetti di ricerca condotti negli ultimi 10 anni sul Tagliamento hanno mostrato quanto importante sia questo fiume per la comprensione dell'ecosistema fluviale (si veda il progetto di ricerca dell'EAWAG e gli articoli nel presente fascicolo) e di conseguenza quanto sia rilevante come ecosistema di riferimento per l'applicazione della Direttiva Quadro Acqua. Altrettanto eccezionale è il suo valore per la conservazione della specie tipiche dei fiumi alpini e conseguentemente per l'applicazione del sistema di tutela della biodiversità del continente europeo NATURA 2000 (v. articoli seguenti).
Chiediamo dunque al governo italiano, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all'Unione Europea di ricercare immediatamente soluzioni sostenibili di tutela dalle inondazioni per le popolazioni rivierasche e di prendere le distanze dagli interventi idraulici previsti in questo contesto fluviale dalle caratteristiche uniche. Chiediamo la creazione di un'area modello di "gestione sostenibile del fiume" con contributi dell'UE. In questa "area modello che fa riferimento al corso del Tagliamento" possono convivere in maniera intelligente le finalità della moderna tutela dalle inondazioni con quelle della rete NATURA 2000. Infatti, anche per quanto riguarda il Tagliamento, vi sono rilevanti problemi in quanto, nonostante la vastità delle golene ghiaiose ancora attive, dal medio corso in poi il fiume è stato costretto all'interno di argini mentre all'esterno degli stessi le foreste golenali sono state trasformate in culture di pioppi e di mais.
Inoltre chiediamo di nuovo che l'area del Tagliamento della regione Friuli Venezia Giulia venga inserita nella rete mondiale delle riserve della biosfera dell'UNESCO, e chiediamo anche un'efficace messa in sicurezza della golena del Tagliamento, in conformità con quanto previsto dalla rete Natura 2000 e dalla Direttiva Quadro Acqua dell'Unione Europea.
Il Consiglio Direttivo del Verein zum Schutz der Bergwelt e. V.
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